Olivicoltori dal 1672

Potatura di un oliveto biologico
Stile Mondovecchio

Olivicoltura sostenibile in Umbria: tecniche naturali

In questo articolo cercheremo di portare l’attenzione su un tema cruciale cioè quello della sostenibilità del comparto olivicolo umbro nonché italiano. Come ottenere un prodotto 100% made in Italy senza perdere valore lungo la filiera, preservare l’ambiente senza, allo stesso tempo, intaccare le qualità. Prima di far questo è opportuno però fare delle premesse, quelle che rappresentano il quadro per un olivicoltura umbria sostenibile:

Il panorama dell’olivicoltura Umbra oggi

Oggi stiamo vivendo un epoca di grande cambiamento del panorama olivicolo nazionale a causa di numerosi fattori che stanno mettendo in fermento il settore:

  • La minaccia della Xilella Fastidiosa a sud che, dopo una battuta di arresto sta lentamente risalendo lo stivale
  • I costi di manodopera che erodono sempre più i “marginal gain” degli oliveti tradizionali
  • Il tema dell’abbandono degli oliveti secolari con conseguente perdita del valore paesaggistico
  • La sperimentazione genetica sull’olivo che procede a rilento per cause costituzionali della specie
  • Le limitate risorse genetiche italiane adatte ad un olivicoltura moderna

Cos’è la sostenibilità in olivicoltura

Il tema oggi che divide gli esperti, appassionati, potatori, piccoli produttori di olio e per chi vuole investire in olivicoltura è uno solamente: Oliveto tradizionale od ad alta densità? Noi come azienda sosteniamo che la sostenibilità sia la qualità del rispetto verso madre natura. Ora la domanda che sorge spontanea è : un oliveto tradizionale è il solo ad essere sostenibile? Perché l’oliveto ad alta densità è visto malamente dai più green? Noi crediamo che ci siano modi e modi di coltivare e prendersi cura della campagna. Tutto segue le spietate leggi della successione ecologica con le quali madre natura regola l’evoluzione della vita nel pianeta.

La successione ecologica applicata all’oliveto

La sostenibilità in olivicoltura si basa anche sul principio della successione ecologica, ovvero l’evoluzione naturale degli ecosistemi nel tempo.
Applicata all’oliveto, questa visione permette di creare un ambiente stabile, in cui piante, insetti e suolo collaborano per mantenere equilibrio e fertilità.

Se volete capirne di più sulla successione ecologica clicca qui

La natura ha il suo tempo

Questo per dire che la natura ha il suo tempo e l’uomo quando va ad inserirsi in un ecosistema con un nuovo impianto o coltivazione, va necessariamente a forzare tutti questi meccanismi proiettandosi in un momento “x” della storia. Proiettarsi in quel momento però vuol dire impiegare tantissimi input esterni, esempio: terriccio, acqua, concime ma anche lavorazioni (e quindi dispendio di energie/lavoro) che non fanno altro che bypassare il ruolo del tempo che scorre; un inganno, una scorciatoia per poterci creare il nostro cibo.

Input energetici e agricoltura naturale

Più andiamo a forzare questo meccanismo, ovvero più ci allontaniamo dalla successione ecologica, più dobbiamo investire in input.

Un esempio 

Uno degli aspetti chiave dell’olivicoltura sostenibile è la riduzione degli input energetici esterni e più ci allontaniamo dalle regole della successione più avremmo bisogno di input energetici per far sopravvivere il sistema.
Questo significa che per sistemi sostenibili bisogna :
. Manodopera che lavora in sicurezza, veloce, competente e che proviene da vicino.
. Evitare fertilizzanti chimici: possibilmente usare fertilizzanti organici e prodotti vicino casa.
. Evitare consumo di pesticidi e sostanze chimiche ma avvalersi di prodotti biologici naturali chiamati corroboranti per potenziare le difese. . Aumentare la biodiversità del sistema oliveto.

Noi di MONDOVECCHIO abbiamo scelto di evitare tutto ciò operando una scelta radicale.

Il nostro progetto di olivicoltura sostenibile

Nel nostro progetto adottiamo un modello agroforestale, dove l’oliveto non è una monocultura ma un ecosistema comQuesto approccio consente di:

L’Agricola Mondovecchio è nata a fine 2024 e si è posta da subito l’obiettivo della sostenibilità ambientale a 360 gradi per quanto concerne l’olio extra vergine d’oliva; ovvero partendo dalle coltivazioni passando ai processi di trasformazione, terminando al prodotto finito. Siamo una realtà che attualmente dispone di 8 ettari circa e passeremo a fine 2026 con ben 12 ettari di oliveti. Alla luce delle precedenti considerazioni siamo una realtà che spazia ed esperimenta il tema olivicolo senza pregiudizi cercando di portare in campo tutte le soluzioni che l’uomo ha escogitato durante la storia. Secondo noi, quello che possiamo fare per limitare l’impatto energetico delle coltivazioni è chiudere il cerchio vicino casa e quindi attingere alle risorse all’interno dell’azienda mentre, per la restante parte, cercare di rifornirsi di energia dalle zone limitrofe tessendo rapporti di scambio con partner locali per non disperdere energia lungo la filiera. Questa ci sembra la cosa più ragionevole da fare per portare il nostro bene amato olio ad un impatto quanto più minimo possibile, perché l’impatto nullo, dal momento che interviene l’uomo, non esiste. Abbiamo oliveti secolari monumentali di bellezza disarmante e difficilmente gestibili, cosi come abbiamo oliveti ad alta densità concepiti in tema agroforestale dove non esiste unicamente la monocoltura dell’olivo ma l’inerbimento controllato dalle pecore, il sovescio e i prati melliferi; tutte soluzioni che portano biodiversità ed energie dentro il sistema. Stiamo anche programmando la costruzione di un frantoio oleario all’interno dell’azienda per chiudere il cerchio (visita la pagina dell’olio), creare una filiera corta e un prodotto km 0 da leccarsi i baffi e da raccontare a tutti per l’etica con la quale è stato concepito. Saremmo lieti di deliziarvi con i nostri prodotti oleari, venite a trovarci vi sapremo accogliere al meglio e farvi delle ottime degustazioni o esperienze.

Se volete leggere ancora riguardo al mondo dell’olio e l’olivicoltura v’invito a leggere anche questo articolo che possiede un carattere senz’altro più emozionale ma non per questo meno interessante.

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