Cos’è la Fagiolina del Trasimeno: il piccolo legume antico dell’Umbria
Tra i prodotti più autentici della tradizione agricola umbra esiste un legume raro e prezioso: la Fagiolina del Trasimeno. Piccolissima nelle dimensioni ma ricca di storia, questa varietà antica rappresenta uno dei simboli della biodiversità agricola italiana. Coltivata da secoli nelle campagne che circondano il Lago Trasimeno, la fagiolina è stata per generazioni una fonte importante di nutrimento per le famiglie contadine. Oggi è riscoperta da appassionati di cucina, agricoltori e chef che valorizzano i prodotti tradizionali del territorio. In questo articolo scopriamo cos’è la Fagiolina del Trasimeno, da dove nasce, quali sono le sue proprietà e come utilizzarla in cucina.
Un legume antico della tradizione contadina
La Fagiolina del Trasimeno è un legume tradizionale coltivato nell’area del Lago Trasimeno, in Umbria. Si distingue dai fagioli comuni per la dimensione molto piccola del seme, spesso grande quanto un chicco di riso. Questa varietà è stata coltivata per secoli nelle campagne locali, dove rappresentava un alimento fondamentale della dieta contadina. Grazie alla sua capacità di adattarsi ai terreni della zona e al clima mite del lago, la fagiolina è diventata una coltura tipica del territorio. Con l’arrivo dell’agricoltura moderna molte varietà tradizionali sono state progressivamente abbandonate perché meno produttive rispetto alle colture industriali. La Fagiolina del Trasimeno ha rischiato di scomparire, ma negli ultimi decenni alcuni agricoltori hanno iniziato a recuperarla e coltivarla nuovamente. Oggi è considerata uno dei legumi più rappresentativi della tradizione agricola umbra.
Perché la Fagiolina del Trasimeno è così rara
Una delle caratteristiche principali di questo legume è la sua rarità. A differenza di molte coltivazioni moderne, la produzione della fagiolina è limitata e richiede grande attenzione durante tutte le fasi di coltivazione. Le piante producono pochi semi e la raccolta spesso avviene manualmente per preservare la qualità del prodotto. Questo rende la coltivazione più impegnativa rispetto ad altri legumi. Proprio per questo motivo la Fagiolina del Trasimeno è considerata un prodotto prezioso, molto apprezzato da chi cerca alimenti autentici e legati al territorio. La sua coltivazione contribuisce inoltre alla tutela della biodiversità agricola, mantenendo viva una varietà tradizionale che rischiava di essere dimenticata.
Come si cucina
Le ricette locali a base di fagiolina sono semplicissime: quella essiccata si mangia lessa con un po’ di olio extravergine di oliva locale, proveniente dalle colline che circondano il lago, mentre quella fresca (il cornetto) si passa in tegame con pomodoro e aglio. ( Articolo preso da https://www.fondazioneslowfood.com/it/presidi-slow-food/fagiolina-del-lago-trasimeno/) Altre ricette prevedono l’uso del fagiolo come antipasto su una semplice bruschetta decorata con rosmarino oppure in compagnia con del pesce di lago come persico reale o un patè di tinca affumicato.
E’ semplicissimo, non serve ammollo come in tanti altri fagioli, quindi, può essere messa a cuocere direttamente in acqua fredda e salata. Quando spunta il bollore, la teniamo in cottura per circa 45 minuti. Alcuni hanno l’accortezza di cambiare l’acqua a metà cottura per eliminare parte delle sostanze tanniche presenti nei fagioli più scuri che trasferiscono amaro e astringenza. Una volta cotta (sempre comunque da assaggiare per avere la cottura desiderata), si scola e si sciacqua in acqua fredda. Si serve tiepida. Trovate la nostra confezione qui : https://www.agricolamondovecchio.live/prodotti-2/

Ricetta – Zuppa Semplice
- Lessare la Fagiolina in acqua bollente salata, portandola quasi a cottura.
- Preparare il soffritto con l’olio extra vergine di oliva, l’aglio, la cipolla, la carota e il sedano; aggiungere la Fagiolina con l’acqua di cottura.
- Cuocere per pochi minuti, regolando di sale, pepe e peperoncino.
- Servire calda con un filo d’olio extravergine di Oliva dell’Agricola Mondovecchio
Ingredienti
fagiolina del lago – 1/2 kg – aglione 1 o 2 spicchi – sale – pepe – olio extravergine di oliva – cipolla
carota – sedano – peperoncino
Ricette – Antipasto sfizioso
- Abbruscare il pane , porre un velo di patè di zucca spalmato e adagiare la fagiolina lessata e raffreddata, un piccolo rametto di rosmarino come decoro.
- Abbruscare il pane, porre sopra fagiolina lessata (vedi sopra) e del persico reale cotto sul tegame con olio e prezzemolo
- Abbruscare il pane e porre sopra solo ed esclusivamente fagiolina precedentemente cotta e un filo d’olio a crudo sopra
La storia dell Fagiolina
Il seme è piccolo come un chicco di riso. Coltivata da sempre sui terreni attorno al lago Trasimeno e diffusa fino agli anni Cinquanta del Novecento, in seguito la fagiolina è quasi scomparsa. L’area del lago ha subito infatti, da quel periodo in poi, un grave spopolamento delle campagne, e questa antica coltivazione, a differenza di altre che hanno consolidato il loro valore commerciale (mais, girasole, peperoni…) è andata scomparendo. Colpa anche di una coltivazione lunga, faticosa e ancora tutta manuale: dalla semina alla raccolta fino alla battitura.
È un fagiolo con forma ovale e minuscola e può essere di vari colori: dal crema al nero passando per il salmone e per tutte le tonalità del marrone, anche screziato. In bocca è tenero, burroso e saporito.
Come si coltiva all’Agricola Mondovecchio
La fagiolina è un legume molto rustico che cresce facilmente in tutti i suoli, l’unico suo punto critico sono le temperature mattutine in fase di germogliamento quindi, è opportuno seminarlo non molto precocemente direi mai prima della fine di aprile. Per il resto le sue esigenze pedoclimatiche sono abbastanza umili, è un legume molto resistente al calore di Luglio e alla siccità (come potete vedere in foto sono presenti fessurazioni importanti nel suolo), la pianta non ha problemi a vegetare in queste condizioni benché l’apparato radicale sia al quanto superficiale. Si consiglia la semina con seminatrici di precisione in file distanti circa 70 cm e una distanza sulla fila di 10/15 cm. Le dosi di semina vanno dai 10 ai 15kg di seme ad ettaro. L’irrigazione, una volta che la pianta si è sviluppata, come già detto, non è necessaria ma senz’altro fornisce quel qualcosa in più per agevolare e aumentare le produzioni.

Criticità, raccolta e convivialità
La criticità è quella di essere una coltura antica in tempi moderni. Tempi in cui la meccanizzazione accelera i processi produttivi diminuendo i costi nell’unità di tempo. Chi come noi coltiva questo fagiolo, deve necessariamente impiegare ingenti risorse in termini di manodopera, in quanto la maturazione dei baccelli è scalare e avviene addirittura in un periodo di 2 mesi (tempo di maturazione che separa il primo baccello stagionale dall’ultimo).
Di conseguenza, tutte le mattine prima dell’alba, quando il sole di Luglio ancora non scalda, ci si reca in campo e si raccoglie baccello per baccello a mano; e’ questo il momento migliore, perchè i baccelli sono morbidi grazie all’umidità notturna estiva e quindi si possono maneggiare senza che questi si aprano lasciando cadere a terra i fagioli. La raccolta è un momento di convivialità, che avviene fra persone dedite alla fatica; durante il duro lavoro, si scherza e si canta per allietare il tempo che passa. Si finisce intorno alle 11 perché il sole, disidratando i baccelli, innesca una potenziale cascola dei fagioli dovuta dalla raccolta.
Una volta raccolti i baccelli si stendono in una superficie al coperto attendendo la completa disidratazione. Una volta pronti ed essiccati si battono e si raccolgono i fagioli che vengono cerniti attraverso appositi vagli o ancora più lentamente a mano.
Filosofia Mondovecchio e biodiversità
Noi dell’Agricola Mondovecchio https://www.agricolamondovecchio.live/ ci sentiamo custodi di ciò che è stato scelto e tramandato dai nostri avi ma anche dalla natura. Solo noi, uomini coltivatori, avremmo posto fine all’inizio del XX secolo ad una coltivazione sempre esistita ma che per scopi puramente tecnologici sarebbe oggi scomparsa senza quel gruppo di salvatori che a inizi secolo, ha conservato, coltivato in piccoli orti, questo magnifico fagiolo. Conservare semi antichi è come conservare tradizioni: i tempi futuri hanno diritto di sapere il passato dal quale provengono. Non c’è futuro senza consapevolezza passata.


2 Responses
I legumi dell’azienda si distinguono per qualità e semplicità. Hanno un sapore autentico, una consistenza ottima e sono facili da usare in cucina. Un prodotto genuino, curato, che valorizza la tradizione e rende buoni anche i piatti più semplici.
Amore per la propria terra, genuinità dei prodotti sono garanzia di eccellenza! Consiglio vivamente TUTTI i loro prodotti, legumi e miele millefiori SPECIALI!!